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LUNEDÌ 25 GENNAIO 2021 11.25.43

*SCUOLA: PRESIDE CONVITTO V.E. DI NAPOLI, 'FINALMENTE SI TORNA A VIVERE, LUNEDI' LICEI AL 50%

ADN0386 7 CRO 0 ADN CRO RCA *SCUOLA: PRESIDE CONVITTO V.E. DI NAPOLI, 'FINALMENTE SI TORNA A VIVERE, LUNEDI' LICEI AL 50% = Napoli, 25 gen. (Adnkronos) -

"Siamo felici di riaccogliere i ragazzi perché la scuola finalmente torna a vivere, speriamo che le condizioni esterne ci consentano di tenerli ancora in presenza". Lo dichiara all'Adnkronos Silvana Dovere, dirigente scolastico del Convitto nazionale "Vittorio Emanuele II" di Napoli, nel giorno in cui in Campania fanno il loro rientro in classe gli studenti delle scuole medie. Sul fronte del contingentamento degli orari d'ingresso per evitare gli assembramenti fuori scuola, spiega Dovere, "eravamo pronti e assolutamente preparati, perché il Convitto, diversamente da altri istituti, è una scuola verticalizzata che accoglie tutto il primo e tutto il secondo ciclo. Il contingentamento era già pronto da luglio scorso in previsione del rientro a settembre". Gli studenti delle medie, che sono rientrati oggi a scuola per la ripresa delle attività didattiche in presenza, hanno fatto il loro ingresso alle 7.45, seguiti dagli alunni della scuola primaria alle 8. Da lunedì 1° febbraio, fa sapere la dirigente scolastica, "gli studenti dei licei entreranno alle 8.15 e nella misura del 50% con alternanza, dividendo ogni classe in due sottogruppi, per consentire agli studenti di non prendere sempre i trasporti, poiché i nostri studenti vengono prevalentemente da fuori città. Anche i convittori, cioè gli studenti che risiedono nel Convitto, seguiranno quest'alternanza". Dovere assicura che non sono stati registrati particolari problemi nei mesi in cui la didattica si è svolta esclusivamente a distanza: "Il collegio dei docenti si è manifestato veramente di altissima professionalità e non ho avuto alcuna lagnanza dai genitori.

 I professori sono stati molto costanti e presenti, non abbiamo mai ridotto l'unità oraria e abbiamo mantenuto fedeltà al nostro piano dell'offerta formativa, alternando solamente le ore di attività sincrone e asincrone tenendo conto delle esigenze che si sono palesate attraverso un monitoraggio costante. Ma va detto che sicuramente una didattica a distanza troppo prolungata rischia inevitabilmente di demotivare gli studenti perché, non essendoci possibilità di una socializzazione in presenza, l'attività viene limitata a un mero apprendimento. La scuola invece si arricchisce molto anche della socializzazione che viene alimentata dal contatto quotidiano". Al netto di ciò però, tiene a sottolineare Dovere, "credo che la querelle tra scuola in presenza o a distanza debba essere in qualche modo smussata. Sento di dover spezzare una lancia per la didattica a distanza, probabilmente perché a noi non ha dato adito a criticità, ma sicuramente perché ci ha consentito di mantenere viva la relazione educativa con gli alunni, che per noi è ancora più importante perché si intrinseca sia attraverso il rapporto con i docenti che con gli educatori, realtà professionale propria solo dei convitti. In questo modo docenti ed educatori hanno potuto anche contenere e accompagnare emotivamente gli studenti. Non dobbiamo dimenticare poi che tutto scaturisce dalla necessità di salvare e salvaguardare i percorsi di insegnamento e apprendimento in un momento di emergenza che, va sottolineato, non è ancora finito". In questo senso la dirigente scolastica del Convitto Vittorio Emanuele II si dice "ben felice di accogliere i ragazzi, perché la scuola finalmente torna a vivere, però speriamo anche che le condizioni all'esterno ci consentano di tenerli ancora in presenza. Sappiamo bene con anche con un solo tampone positivo noi dobbiamo mettere in quarantena tutti. Va quindi anche considerato che quest'alternanza, che toglie un assetto e una continuità che comunque si erano raggiunti, in qualche modo destabilizza ancor di più non solo gli studenti, ma anche l'organizzazione delle famiglie. Bisogna tenere assolutamente conto di questo, per cui - conclude - si tratta di una querelle che diventa demagogia se consideriamo i singoli provvedimenti avulsi dalle situazioni e dal contesto".

(Zca/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 25-GEN-21 11:25 NNNN

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